tDCS

Protagonista di diversi lavori è poi la tDCS (stimolazione transcranica in corrente diretta), una metodica di stimolazione cerebrale non invasiva che induce un lieve flusso di corrente a livello corticale,  intervenendo così sulla plasticità neurale e rendendo il paziente più responsivo ai successivi trattamenti riabilitativi. In uno studio recentemente pubblicato (Sacco et al., 2016 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4814724/pdf/fnbeh-10-00057.pdf), effettuato in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, si è indagata l’efficacia della tDCS nel potenziamento delle capacità di attenzione divisa in un gruppo di soggetti con grave trauma cranico. I risultati hanno mostrato che questa metodica non solo è in grado di migliorare le funzioni attentive dei pazienti trattati, ma  può anche indurre significative modificazione della plasticità corticale ed un’attivazione più funzionale delle aree cerebrali coinvolte nei compiti di attenzione divisa.

Un altro interessante settore in cui si sta recentemente muovendo la ricerca riguarda l’osservazione delle modificazioni neurali a livello funzionale o neurofisiologico conseguenti il trattamento riabilitativo. A questo proposito, è  da poco partita una collaborazione con il Politecnico di Torino, che permetterà al centro Puzzle di avvalersi della metodica NIRS (“spettroscopia del vicino infrarosso”, una tecnica diagnostica non invasiva ed in tempo reale, in grado di misurare l’ossigenazione tissutale), nel monitoraggio dei cambiamenti funzionali conseguenti gli interventi di riabilitazione.