Valutazione e riabilitazione della comunicazione in pazienti con trauma cranico

Il linguaggio dei soggetti con trauma cranico viene spesso descritto come confuso, tangenziale e poco attento ai bisogni comunicativi dell’interlocutore. Seppur  l’impatto delle difficoltà linguistiche dei pazienti con TCE venga spesso sottovalutato, queste possono avere importanti ripercussioni nel quotidiano, incidendo pesantemente sulle possibilità di reinserimento lavorativo e sociale del paziente.

Una valutazione appropriata può essere quindi utile per comprendere al meglio le problematiche comunicative di questi soggetti, al fine di strutturare un intervento riabilitativo adeguato e specifico. In questo senso, sono stati condotti presso il centro Puzzle numerosi lavori volti a indagare in modo approfondito le capacità comunicative dei pazienti con trauma cranico grave (Marini et al., 2011 http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0028393211002983; Marini 2016), moderato (Marini et al.,2014 http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0028393214003479) e lieve (Galetto et al., 2013 http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0911604413000353), attraverso l’utilizzo del metodo di valutazione narrativa proposto dal neurolinguista Andrea Marini, dell’Università di Udine, con la quale il centro collabora da anni.

Più recentemente, si sta utilizzando la stessa metodica per studiare le capacità comunicative non solo degli adulti, ma anche dei soggetti in via di sviluppo con lesioni cerebrali acquisite.