NEUROPSICOLOGIA DI GRUPPO

La riabilitazione in un setting di gruppo si dimostra particolarmente efficace nel trattamento dei soggetti cerebrolesi adulti: si riscontrano ottimi risultati nel trattamento dei deficit cognitivi (Hiuldebrant et al., 2006), dei disturbi di comunicazione pragmatica (Wiseman-Hakes, et al., 1998), delle funzioni esecutive e della capacità di problem-solving (Ownsworth et al., 2008), delle alterazioni emotive e comportamentali (Prigatano, 1999) e per quanto riguarda l’adattamento familiare e sociale (Ownsworth et al., 2008). Tale modalità risulta particolarmente adatta per le peculiarità del traumatizzato cranico e presenta molteplici vantaggi: facilita la presa di coscienza delle proprie difficoltà; promuove interazioni sociali che permettano il superamento della rigidità di pensiero e un maggiore autocontrollo affettivo e cognitivo, con conseguente riduzione di episodi aggressivi e diminuzione dell’irritabilità; favorisce la verifica dell’adeguatezza del proprio comportamento; facilita uno spirito di partecipazione e di competizione; promuove un livello motivazionale più elevato e sollecita un atteggiamento più indipendente (Mazzucchi, 2012). Il gruppo è il più eterogeneo possibile e formato da un numero di pazienti variabile, nel rispetto delle peculiarità di ciascuno.

La riabilitazione gruppale favorisce un’esperienza integrata molto efficace: l’intervento riabilitativo programmato e la ricollocazione sociale, parte integrante dell’esperienza di interazione.

La terapia si svolge attraverso l’utilizzo di molteplici tipologie di compiti tra cui: esercizi carta-matita svolti sia dal gruppo secondo la scansione data dall’operatore, sia in modo individuale con fase di restituzione in gruppo al termine; role playing; esercizi computerizzati eseguibili grazie alla proiezione delle videate su schermo ampio; ROT (reality orientation therapy); stimolazione all’intervento in esercizi di varia natura con modalità Circle Time.

L’attività è gestita dal neuropsicologo.

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